“Personal Jesus” di Riccardo Sirica

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La figura di Cristo è sacra, storica, misteriosa, per alcuni aliena. Da sempre siamo circondati dalle sue immagini, inevitabilmente leggiamo delle sue azioni e ascoltiamo le sue parole. Che si sia cristiani o no poco importa, la figura di Cristo fa inevitabilmente parte della vita di tutti, in un modo o nell’altro. Dalla storia dell’arte ai romanzi attuali, passando per le provocazioni artistiche, la ritroviamo sempre al centro della nostra cultura.
Soprattutto negli ultimi anni letteratura, arte, moda e pubblicità hanno utilizzato la sua immagine con diversi intenti, provocando quasi sempre indignazione.

Riccardo Sirica Riccardo Sirica

Il progetto di Riccardo Sirica si inserisce all’interno di una delle più grandi provocazioni dei giorni nostri: e se Gesù fosse stato una donna?

Il suo racconto visivo parte da questa riflessione e dall’indagine profonda del percorso di Cristo: il bianco e nero, i contrasti e la figura della donna raccontano gli ultimi attimi di sofferenza di Gesù.
Il ramo sinuoso sostituisce velatamente la Croce. La sacralità delle scene perde il suo valore; a prendere forza è invece il corpo femminile, magro, curvo, sottile. La corona di spine è il punto focale, l’elemento che sostiene lo sguardo intenso della donna e spinge chi guarda a seguire un percorso simile ad una danza.
Di fronte a questa intensità non bisogna, però, abbassare la guardia: c’è sempre la figura di Cristo, con il suo dolore e il suo tormento.

Riccardo Sirica Riccardo Sirica

E allora cosa sarebbe cambiato se davvero fosse stato una donna?
La capacità delle donne di sopportare il dolore e di avere una visione ampia della vita avrebbero forse reso più breve il percorso del Cristo?” si chiede l’autore, e ci lascia con un’unica certezza: “La storia del mondo sarebbe stata sicuramente differente”.

Riccardo Sirica Riccardo Sirica Riccardo Sirica Riccardo Sirica

All images di © Riccardo Sirica
Website: www.riccardosirica.it | Instagram: @riccardosirica
Scritto da: Ilaria Zocco – Tradotto da: Sylvia Ciscognetti

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