“Le silence de mes nuits” di Clément Collange

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Ciao, Clément.

Bene, cominciamo dal principio: cosa ti ha ispirato per questo progetto?
La mia ispirazione è nata seguendo una serie chiamata “twelve gasoline station” [“dodici stazioni di servizio” NdT]: ho viaggiato per le autostrade per fotografare le aree di sosta alla maniera di Ed Ruscha.
Successivamente mi sono accorto che molti degli oggetti in queste aree non erano illuminati e restavano nell’oscuritá. Cosí ho lanciato una nuova serie ispirata alla notte, e sono finito in periferia, nei villaggi, fuori dalle cittá.

Clément Collange Clément Collange

Perché hai scelto di fotografare questo mondo notturno?
La pratica della fotografia notturna è nata parallelamente a quella dell’urbex [esplorazione urbana, Ndt] per la quale non bisogna essere visti, e di notte la nostra percezione dello spazio cambia.

Clément Collange Clément Collange

Perché hai scelto il titolo “Le silence de mes nuits“?
La scelta del titolo da dare alla serie fotografica avviene naturalmente: di notte tutto è piú calmo, tutto diviene quasi abbandonato: ad esempio pensa ad un centro commerciale di giorno che di notte diventa terra di nessuno.

Clément Collange Clément Collange

Hai detto che i soggetti delle foto sono stati ispirati dai tuoi incontri ma anche dalle tue esperienze passate, come se ci fosse una correlazione tra te stesso e questi oggetti. Puoi dirici qualcosa in piú?
Gli incontri con questi oggetti non erano prestabiliti.é una manifestazione estetica: se l’oggetto risponde bene alla luce che applico sul momento, tengo la fotografia…ci sono stati un sacco di tentativi falliti!

Clément Collange Clément Collange

Ad un primo sguardo mi fai venire in mente Caravaggio. Porbabilmente lo sai, ma lui rivelava alla luce solo delle porzioni specifiche della tela, dandogli un rilievo quasi scultoreo. Le tue foto mi danno la stessa sensazione.
Caravaggio infatti è un ottimo esempio, tuttavia i miei punti di riferimento piuttosto sono orientati verso la fotografia artistica di Olivier Metzger e Gregory Crewdson. Vorrei che la luce fosse il principale soggetto dei miei lavori, gli oggetti della serie sono solo un pretesto per mostrare l’opera della luce.

Clément Collange Clément Collange

Un’altra cosa di cui si ha l’impressione guardando il tuo lavoro é che é come se tu stessi cercando di demolire la realtá e ricostruirla solo con quello che ti interessa, utilizzando la luce. Quanto é importante la luce nelle tue foto?
Come ho detto, la luce è il primo e fondamentale elemento. Rende possibile decostruire i terrirori, qualcosa che avevo già cominciato a fare quando fotografavo le stazioni di servizio.
Distruggere i territori e ricostruirli è piuttosto divertente. La prima domanda che mi fanno è sempre ‘ma dove hai scattato queste fotografie?’ come se dargli una collocazione avesse un effetto rassicurante.

Clément Collange Clément Collange

Adesso delle domande strutturali: come mai le tue foto sono scattate in Francia, lontano dalle luci della cittá?
eccoci qui! [ride]
In linea di principio evito i centri cittadini, troppo illuminati dall’urbanismo estremo.
Preferisco la profonda periferia delle città e i villaggi, che sono più poveri di luci artificiali. In questo modo è più facile perdere di vista i segni delle cose pre-esistenti e guardare tutto con uno sguardo nuovo.

è stato un piacere prendere parte a quest’intervista!

Clément Collange

All images © Clément Collange / Instagram: @konwalsky
Intervista di Marta Mauriello – Traduzione di Claudia Russo

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