“Dalla notte al giorno, vagabondi” di Luca Polito

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La parola che accompagna l’immagine è un elemento importante e di questi tempi, non è neanche una cosa da poco.
La parola, accompagnando l’immagine esplica meglio ciò che quell’insieme di forme e colori voleva significare. Quindi, la parola rinsalda la forma, rappresenta un terreno stabile su cui chi osserva può camminare lentamente e tranquillamente, senza aver alcuna paura di cadere, senza pensarsi vittima di tranelli o altre nefandezze. È come camminare in riva al mare in un bel pomeriggio di sole.

Questo sono le fotografie del progetto “Dalla notte al giorno, vagabondi” di Luca Polito, ed è questo che rappresentano le parole che le accompagnano: un’assoluta saldezza, una competente compostezza, la solida impalcatura di ogni esistenza dalla quale la tensione. Qualsiasi turbamento ed eventuali dimenticanze vengono abilmente esplicate dalle parole.

La parola è necessaria tanto quanto l’immagine, perché arriva dove la forma si arresta, approda sui bagnasciuga lontani, giunge dove riposa la sabbia più asciutta e intoccabile delle nostre vite.

È così che il demiurgo mette a nudo la propria soggettività, facendosi umano, rendendosi fragile, è in questo modo che lo spettatore partecipa, in un silenzioso dialogo con le vicende della vita interiore dell’artefice, dei suoi sogni, delle sue tristezze, dei pensieri più intimi, più stravaganti.

Il poeta è un fingitore, tuonava Pessoa, ma il fotografo, il fotografo chi è?
Un vagabondo errante verso strade poco battute, dalla notte al giorno, dal giorno alla notte.

Non a caso chi scrive ha scelto sette fotografie, sette poesie, come un cammino dalle tenebre alla luce, dal tramonto alle prime luci dell’aurora. Sette modi di amare e ricordare, sette come i giorni della settimana, come le isole Eolie e anche le Canarie.

Sette maniere per evadere, per sparire, per sperare. Sette strade diverse, in un ventaglio di alternative di immagini e di parole. Così che anche chi guarda possa camminare accanto al vagabondo, cogliere l’essenza delle sue riflessioni, catturare qualche pensiero smarrito.

Luca PolitoE ricordammo a noi stessi
che è più facile perdersi in noi
che dall’altra parte dell’oceano.

Luca PolitoLe gambe li portavano dappertutto,
e loro adoravano seguirle,
anche in luoghi sconosciuti
amavano quei luoghi,
amavano perdersi.

Luca PolitoIn una notte senza tempo
restammo stretti per l’eternità.
Non avevamo nessun nome
nulla per riconoscerci,
c’erano solo gli sguardi
quelli che non saziavano mai.
Rimase quel brivido di una notte
che portava dentro le nostre paure

la nostra felicità.

Luca PolitoProfumi e sensazioni della nostra intimità che
ci crolla addosso.
Abbandonarsi ad ogni singolo piacere.
Avvolti da calore.
Perdersi in noi.
Mente spenta.
Singolo battito.

Luca PolitoAnche se son vecchi
portano ancora il tuo odore
la mia giacca
la mia camicia
le mie labbra
il mio cuore.

E con passo lento
arriverò da te.

Luca PolitoSei l’essenza
l’assenza
la maledizione
il primo amore.

Luca PolitoAvevamo cambiato il nostro punto di vista
quel giorno,
tra noi,
avevamo la terra sotto il mento,
le idee su quelle nuvole
e le nostre voci
a sussurrar per dir cazzate.

Immagini e Poesie di © Luca Polito | Instagram: @lupo4s
Scritto da Iole Cianciosi – Tradotto da Federica Bertagnolli

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